Diario al tempo del coronavirus/ Bergamo, Napoli, Nola, Trieste

ACasa, con sorriso e donando vita

Bergamo, Napoli, Nola, Trieste: quattro esperienze di resilienza solidale al tempo del coronavirus. Quattro storie per un’associazione che non ha voglia di fermarsi e mette in campo tutta la sua passione per le storie personali di ogni uomo e di ogni donna. E per una vicinanza, non solo spirituale, al volto dell’Altro. Sulle strade del vangelo

 

Un fiume in piena. Un’associazione che non si ferma. Che recupera relazioni fraterne, fa compagnia agli anziani soli per colpa del coronavirus, prega, è solidale nei luoghi di lavoro dove il socio di Ac, oltre che professionista, è esperto di umanità. Sono tante le esperienze di bene comune e di vicinanza al prossimo che le associazioni diocesane e parrocchiali stanno vivendo in questo tempo di crisi dettato dall’emergenza coronavirus. SegnoWeb le sta raccontando, giorno per giorno. Piccoli segni, ma importanti, di resilienza solidale. Oggi ne segnaliamo quattro.

A cominciare da una delle città più martoriate dal coronavirus, Bergamo. Nel profilo facebook dell’associazione diocesana, viene sottolineato quanto «in questo periodo in cui tutti stiamo sperimentando l’effetto della solitudine, possiamo comprendere meglio la situazione di coloro che hanno impedimenti nel poter vivere anche solo le celebrazioni liturgiche e i momenti comunitari proposti nelle nostre parrocchie. È impegno dell’associazione e di tutti fare sentire la nostra vicinanza». Nonostante i giorni davvero difficili che sta attraversando Bergamo, «suggeriamo ai Presidenti parrocchiali e a tutto il Consiglio parrocchiale di Ac di contattare per telefono i soci adultissimi e le persone più fragili per sentire come stanno. Sono proprio loro infatti che rischiano di essere ancora più isolati per varie difficoltà, anche nell’uso degli strumenti informatici che in questo particolare momento sono quelli che permettono a noi tutti di avere relazioni e mantenere legami. Sapendo che molti comuni hanno già attivato un servizio di vicinanza, per portare la spesa a casa e rispondere alle necessità di chi è più a rischio di contagio, potremmo informare anche dell’esistenza di questo servizio e farci tramite per tenere i contatti. Soprattutto ricordiamo loro un sostegno reciproco nella preghiera: mai come ora tutti sentiamo il bisogno che le nostre preghiere siano sostenute da un’azione comunitaria».

Dal nord al sud d’Italia. L’Azione cattolica di Napoli ha puntato sulla cultura. E sui libri dell’Editrice Ave, da sempre un’impresa culturale al servizio non solo dell’Ac, ma anche del paese e della Chiesa. «Questo tempo particolare che stiamo abitando – spiegano gli amici napoletani sulla loro pagina facebook – resta comunque un tempo favorevole: la “mancanza di” si può trasformare in “occasione per”. Ogni giorno lanceremo alla nostra attenzione un testo edito dall’editrice Ave per conoscere, innanzitutto, il nostro patrimonio di pubblicazioni e, poi, farci accompagnare dai colori della cultura: magari, nasce il desiderio di acquistarli e leggerli!». Da Napoli non scherzano. E così ogni giorno c’è sempre un libro da scovare tra gli scaffali dell’Ave: libri per bambini e famiglie, testi di spiritualità, approfondimenti sul paese e sulla Chiesa. La Parola che cerchi: il logo scelto dall’Ave per spiegare la sua mission diventa lo slogan di Napoli in questi giorni di crisi.

Da Napoli alla vicina Nola. Anche qui, una bella intuizione, e sempre sulla pagina facebook: li hanno chiamati infatti Esercizi di laicità 2.0. Riflessioni da parte di vip della spiritualità: Emmanuel Mounier, per esempio, o Paolo VI. E tanti altri. Riflessioni che, una volta interiorizzate, diventano pane spirituale per buone pratiche di cittadinanza solidale e fraternità. Pillole in formato 2.0 che hanno il compito di far scaldare un po’ la fede in tempi difficili in cui la stessa fede può davvero essere l’anello di congiunzione tra le istanze del vangelo e le storie della vita di ciascuno di noi. Come? Ad esempio con un gesto concreto. «Il Consiglio diocesano, in seduta telematica – scrivono su facebook –, ha deciso di effettuare una donazione per l’emergenza Covid-19, per sostenere gli acquisti di apparecchiature e dispositivi medicali utili al potenziamento delle strutture sanitarie regionali per fronteggiare lo stato di crisi. La donazione sarà effettuata – utilizzando una parte della quota che in bilancio era destinata all’assemblea nazionale che è stata rinviata dopo l’estate – sul conto della Regione Campania. Chiunque voglia partecipare ha due possibilità: effettuare una donazione a titolo personale/parrocchiale direttamente sul conto indicato nel link o fare un versamento entro venerdì sul conto diocesano. Non appena effettuata la donazione, pubblicheremo la ricevuta sui canali social per trasparenza».

Tornando al nord, in particolare al nord-est rappresentato da Trieste, leggiamo dal sito dell’associazione diocesana che «ora possiamo affrontare le sfide che abbiamo davanti: prima di tutto contribuire in ciò che ci viene meglio, ovvero creare e alimentare relazioni vere, farlo bene e preparati. E già le video conferenze incrociate attraversano l’etere riscaldando il cuore della nostra associazione, anche solo tra un gruppo di giovanissimi che assieme assistono alla celebrazione eucaristica in streaming. Intanto, offriamo una testimonianza che noi, ACasa, ci stiamo con un sorriso, con molti colori, in cucina, in salotto, sul divano, da soli o in famiglia, in due o i cinque. Un mosaico di volti e storie che non vedono l’ora di riattivare la speranza e la fiducia nell’uomo. E dare una risposta d’amore alla paura».

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