Diario al tempo del coronavirus/ Brescia

Diario al tempo del coronavirus/ Brescia

Distanti ma uniti

 

Distanti ma uniti. Cambiamo le nostre vite per il bene di tutti. Sono le parole dell’Azione cattolica di Brescia che fanno da leit motiv in questo tempo sbandato di emergenza da coronavirus. Parole di resilienza civile e intrise di futuro. Da immaginare, costruire. Da vivere. Il sito web dell’associazione diocesana sta diventando giorno dopo giorno una enorme scrivania, mica tanto virtuale, dove vengono poggiati biglietti di vicinanza, post it della solidarietà difficile eppure possibile, comunicati, riflessioni della buona speranza. E della buona battaglia.

Hanno ragione, qui a Brescia, una della città più colpite in assoluto dal coronavirus. Cambiamo le nostre vite per il bene d tutti. Lo dicono a voce alta i presidenti di Ac della Lombardia, che in una nota, pubblicata nel sito web dell’Ac di Brescia,  accolgono «l’invito dei nostri vescovi a vivere questa Quaresima di digiuno e di non partecipazione riscoprendo il valore della comunione spirituale, della preghiera di intercessione, della solidarietà. Siamo chiamati a vivere la nostra fede quotidiana dando un valore speciale alla comunione: la preghiera delle lodi e dei vespri ci pone in comunione con tutta la Chiesa che prega e intercede, la lettura personale della Parola ci unisce a vicenda. Accettiamo con responsabilità di convertirci a stili di vita diversi per il bene di tutti. Quanto non abbiamo ancora accettato di fare nei riguardi del modo di consumare e modificare l’ambiente ora ci si impone dal lato dell’emergenza virale.
Dobbiamo dire “no” a comportamenti errati perché́ la solidarietà possa trovare vie per diventare un “sì”: questo deve avvenire in ciascuno e in tutti, perché si possa uscire insieme da questo male, via di una rinnovata azione politica per l’emergenza e per il tempo successivo». 

La Lombardia tutta consiglia delle prassi virtuose di resistenza. Innanzitutto la preghiera nel quotidiano a livello personale e nelle case intercedendo per tutti, perché́ ci sia presto un ritorno alla salute, perché́ medici e infermieri riescano a reggere questa crisi, perché́ chi ha responsabilità̀ politiche provveda con il necessario, perché́ chi ha più̀ risorse le renda disponibili a chi si sta drammaticamente impoverendo. Una particolare attenzione è per i sacerdoti delle parrocchie: celebrano da soli, non possono incontrare la comunità̀, anche loro si ammalano. «Desideriamo far loro sapere che il loro celebrare ci fa bene, ci consola, ci incoraggia. Ci siamo: lontani e invisibili ma non assenti». Riscoprire poi i rapporti brevi, familiari, condominiali, da vivere con rinnovata attenzione. L’anziano solo vicino di casa, genitori in difficoltà a curare i figli a casa da scuola accanto a persone in pensione che possono dare una mano, persone in isolamento a cui non far mancare la spesa fuori porta.

All’Ac di Brescia è arrivata anche la solidarietà della Presidenza nazionale di Ac. «È un momento di grande dolore – fa sapere l’Ac nazionale –, nel quale i legami – associativi e personali – diventano fondamentali. La solidarietà, la fraternità, la condivisione si rivelano infatti essenziali nel presente e ancora più lo saranno, probabilmente, nel futuro, quando sarete, o meglio saremo chiamati a riprendere la vita ordinaria. La capacità di tessere reti di rapporti e relazioni belle e significative, tipica dell’Azione cattolica, può e potrà infatti sostenere tanti e contribuirà a ricucire il tessuto del territorio. Continuare a formare credenti capaci di stare dentro le situazioni della vita, anche quelle più difficili, acquista ancora maggiore significato. Noi vi siamo vicini!»

Interessante la proposta dell’Acr di Brescia, dal titolo assai significativo e comunque sempre visibile sul sito web, #acrathome, per coinvolgere il gruppo Acr (e oggi, 25 marzo, c’è la prima premiazione). Ogni settimana infatti vedrà l’aprirsi di un concorso sui tre temi proposti che diventano il contenuto vero e proprio della riflessione da condividere con i più piccoli: Abitiamo una casa comune; Il Bene vince sempre sul male; Vola solo chi osa farlo

«Liberiamo la fantasia – scrivono gli acierrini bresciani – e, nel rispetto delle restrizioni previste dalla normativa, sia per l’emergenza sanitaria sia per la privacy (rispetto a video, foto e post sui social o altrove) troviamo i modi di coinvolgere i bambini, i ragazzi e le loro famiglie anche in ordine a preghiera, riflessione e condivisione (video, film, preghiere, canzoni, libri, tutorial bans... e chi più̀ ne ha più̀ ne metta!)».

Perché, alla fine, in palio c’è La città giusta: tutto il gruppo verrà coinvolto, una volta liberi dal coronavirus, in una visita particolare ed emozionante, unica nel suo genere, della città di Brescia. 

Distanti ma uniti. È anche per questo che il calvario di Brescia è anche la via crucis di ciascuno di noi.Cambiando le nostre vite per il bene di tutti.

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