E lunedì 18 maggio la prima Messa con il popolo...

E lunedì 18 maggio la prima Messa con il popolo…

Domande, precisazioni, sicurezza e salvaguardia del culto. Le diocesi e le parrocchie d’Italia si preparano a vivere di nuovo la Messa con il popolo. E come avverrà la distribuzione della Comunione?

 

Lunedì 18 maggio i fedeli potranno di nuovo partecipare alla Messa. Secondo l’accordo siglato dalla Cei e il governo lo scorso 7 maggio, il protocollo cerca di conciliare le esigenze di culto con il massimo di sicurezza possibile per la salute pubblica. Le Chiese locali, in questo senso, hanno preparato dei “vademecum”, piccoli prontuari di comportamento da seguire per garantire la ricchezza delle celebrazioni comunitarie senza venir meno alle esigenze di prudenza e di rispetto della normativa vigente. 

Tante le indicazioni da rispettare. Dalla distanza di sicurezza all’interno della chiesa al fatto che è consentito partecipare al culto solo se non si presentano sintomi influenzali/respiratori, se non si ha una temperatura corporea di 37,5°C o più, dall’indossare le mascherine all’igienizzarsi le mani con un apposito liquido messo a disposizione all’ingresso. Poi c’è il problema dei numeri: a tal proposito una nota del ministero dell’Interno precisa che in un luogo di culto chiuso i presenti non possano essere più di 200 mentre il Comitato tecnico scientifico chiede che per le cerimonie religiose celebrate all’aperto sia consentita una partecipazione massima di 1.000 persone. 

Mons. Gianpiero Palmieri, vescovo ausiliare di Roma, spiega in un’intervista a VaticanNews i dettagli dell’operazione. Intanto c’è l’aiuto dell’Esercito italiano che, su specifica richiesta del Vicariato di Roma, ha attivato l’opera di sanificazione delle Chiese capitoline.  «La sanificazione ordinaria è affidata alla parrocchia e avverrà attraverso gli strumenti ordinari per la pulizia degli spazi e la sanificazione con prodotti specifici, perché è particolarmente delicata ove, per esempio, ci siano oggetti di valore, opere d’arte. Il lavoro dell’Esercito, invece, è un lavoro che riguarda gli esterni della chiesa e i locali per la catechesi. Il protocollo fissato con il ministero dell’Interno prevede che ci siano dei volontari in ogni parrocchia che regolino l’afflusso individuale garantendo il distanziamento, in entrata e uscita, di un metro e mezzo, cercando di tenere le porte aperte per evitare che si tocchino continuamente maniglie e prevedendo, laddove possibile, anche più luoghi di entrata e di deflusso.

Ma come avverrà la distribuzione della Comunione? «Il protocollo – continua mons. Palmieri – prevede che il sacerdote non raggiunga i fedeli nel banco ma che si possa creare una fila ben organizzata, ben distanziata per accedere alla Comunione nelle mani. Il fedele toglierà la mascherina in quel momento, il sacerdote si igienizzerà le mani davanti a tutti, metterà la mascherina in quel momento e darà la Comunione sulle sole mani. Anche i ministri incaricati faranno lo stesso».

Sull’atteggiamento dell’assemblea ecclesiale, mons. Palmieri è stato altrettanto chiaro. «Io penso che il cambiamento sia già avvenuto in questo tempo. Quello che mi arriva dalle 82 parrocchie del mio settore Est, da zone molto popolari di Roma, è che la gente ha sentito veramente la vicinanza di tanti sacerdoti attraverso le piattaforme digitali, le catechesi, le telefonate, lo streaming, la vicinanza del Papa con la Messa quotidiana a Santa Marta. Tanti preti e alcuni fedeli laici mi dicono: “Non vi abbiamo mai sentito tanto vicino come in questi due mesi”. Questa è una grazia enorme e ha già modificato tanto. Molti parroci mi dicono che nelle liturgie feriali avevano 30-50-80 fedeli, ma quotidianamente, nella Messa feriale online, si collegavano 100-200 in qualche caso anche 300 persone. Questo significa davvero che è venuta fuori una certa nostalgia di Dio, di comunità cristiana. È quindi un cambiamento già avvenuto che sono convinto porterà i suoi frutti. Quelle parrocchie che invece si fossero chiuse e non avessero cercato il contatto con i fedeli purtroppo, secondo me, si troveranno in una situazione ben diversa».

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