Noi giovani salveremo il mondo

L'impegno di Federica Gasbarro, pronta a rappresentare l'Italia nei prossimi giorni (21-23 settembre) allo Youth Climate Summit Onu

 

Solare, intelligente e travolgente, lei è Federica Gasbarro, la delegata italiana che il prossimo 21 settembre sarà allo Youth Climate Summit dell’Onu, il vertice dei giovani sul clima, a New York per rappresentare l’Italia. 

Di origini abruzzesi e campane ma di adozione romana, Federica, con i suoi 24 anni e laureanda in biologia, sarà presente insieme ad altri giovani provenienti da tutto il mondo scelti dalle Nazioni Unite come porta voci delle proprie nazioni.

Tra questi ci sarà anche l’attivista svedese Greta Thunberg, lei che ha dato vita alla mobilitazione mondiale di milioni di ragazzi per manifestare contro la crisi climatica, arrivata apposta a New York in agosto in barca a vela, per non produrre emissioni di gas serra.

Per Federica tutto comincia a giugno quando gli Stati Uniti pubblicano un bando al quale decide di candidarsi per partecipare al Summit. «Oltre a raccontare la mia esperienza da attivista e portavoce del movimento Friday’s for future Italia, ho presentato un progetto pratico per combattere l’inquinamento nelle città – racconta la rappresentante del movimento italiano a Segno nel Mondo –; questo prevede la creazione di foto reattori anulari, una sorta di piccoli acquari che contengono al loro interno alghe che per vivere assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno. Un po’ come fanno gli alberi in natura ma con una efficacia nettamente superiore». 

A settembre arriva la notizia: Federica è stata scelta e ha vinto un green ticket che la porterà dritta a New York. 

Manca davvero poco, come ti stai preparando? «Sono emozionatissima – confessa – la valigia è quasi pronta e sicuramente non mancherà l’immancabile borraccia. Per me sarà un onere e un onore rappresentare l’Italia in questo importantissimo evento, ma al di là di tutti i formalismi che si possano fare mi aspetto tanti fatti, proposte concrete e soprattutto che i bei patti che firmeranno diventino subito realtà».

Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, si legge nel sito dell’Onu, chiederà a tutti i leader di venire a New York il successivo 23 settembre con piani concreti e realistici per accrescere i loro contributi nazionali al 2020 in linea con l’obiettivo di ridurre del 45% le emissioni di gas serra nel prossimo decennio e di arrivare a zero emissioni nette al 2050. Come bisogna reagire? «Per essere effettivi e credibili questi piani devono mostrare la strada verso una completa trasformazione delle economie, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile – continua Gasbarro – l’umanità ha 11 anni di tempo per evitare un innalzamento incontrollato della temperatura media terrestre. Gli esperti hanno definito 1,5 C° di riscaldamento medio globale come la soglia critica entro cui è possibile gestire i cambiamenti climatici e i loro catastrofici effetti. Se si dovesse superare questa soglia – aggiunge – non solo le conseguenze del cambiamento climatico sarebbero notevolmente più disastrose, ma sarebbe anche impossibile tornare indietro e raffreddare il pianeta». 

Quali possono essere le strategie da applicare nei confronti del mutamento climatico? «Basta partire dal quotidiano, non bisogna essere per forza attivisti ed esperti ambientalisti. Basta avere un po’ di senso civico per rispettare la natura – ribadisce Federica, con la determinazione che la contraddistingue –. Io sono cresciuta dai 9 ai 19 anni presso l’istituto delle Suore Angeliche di Roma e sin dai miei primi passi, già in famiglia, sono sempre stata abituata a rispettare la natura dalle piccole cose, nel raccogliere un pezzo di carta, nel cercare di evitare sprechi di qualsiasi genere, nel rispettare ciò che mi circonda. Poi da poco ho scoperto di essere nata anche lo stesso giorno di Greta – racconta con un pizzico di orgoglio – siamo nate entrambe il 3 gennaio, un segno del destino?». 

Cosa ti aspetti da quest’esperienza che stai per vivere? «Sicuramente in me lascerà un segno indelebile, lo racconterò ai miei figli e nipoti, ma mi auguro vivamente che lasci soprattutto un segno tangibile per tutti noi e per il nostro pianeta. Ai ragazzi dico – conclude Federica – non fermatevi, continuate a dare voce al pianeta con le vostre manifestazioni e abbiate fiducia nella vostra forza perché non si è mai abbastanza piccoli per poter dar vita a una rivoluzione». 

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