Sguardi

Scuola, aspettando la riapertura

La situazione della scuola italiana all’inizio del nuovo e tribolato anno scolastico è davanti alle famiglie italiane. Riuscirà questo sistema ad affrontare la doppia battaglia con il rischio Covid ancora in atto e con la mortificazione della sua ricchezza in termini burocratici? Speriamo di sì. Intanto alcune voci dei protagonisti della scuola ci raccontano cosa pensano

 

Credere in un tempo di stelle

Fervono ormai i preparativi di una veglia unica: sfilano istanti cruciali simili a rivelazioni su noi stessi.

Una catena di azioni scorta la vigilia del miracolo.  

Prima, asciugare le lacrime, sfoderando il sorriso migliore.

Poi, accordare fiducia a una crepa stagliata su un fondo di tenebre, pertugio attraverso il quale fiottano zampilli di luce.

Quindi, rammentare che siamo schegge di meraviglia, promesse da esaudire, capolavori da portare a compimento.

Scuola e carcere: si può fare

Nella casa circondariale di Velletri la scuola è più di una missione educativa. È riscatto, voglia di scontare la pena con il reinserimento sociale. Agli esami di Stato, tredici studenti hanno ottenuto il titolo di perito agrario, dodici italiani e un marocchino. «Il più anziano – racconta un docente dell’Istituto Agrario referente della sede carceraria della scuola – , 71 anni e una vita spesa nel lavoro dei campi, aveva grandi difficoltà in inglese, italiano e storia. Siamo però riusciti a valorizzare le sue competenze nell’agricoltura e si è diplomato pure lui»

Cambiare mira e investire nella pace

Un mercato imponente, quello dell’export di armamenti. Che nel solo 2019 ha movimentato 9,5 miliardi di euro, con un incremento del 27,5% rispetto al 2018. A rivelarlo è l’ultima relazione della Presidenza del consiglio sull’import e l’export di armi come previsto dalla legge n. 185 del 1990. Proprio nel trentennale dell’adozione di questa normativa e a venti dal lancio della prima campagna, promossa in occasione del Giubileo del 2000, tre riviste del mondo cattolico hanno deciso di invitare le comunità cristiane a “investire nella pace”

 

Al centro, il bene comune europeo

Il Covid-19 ha improvvisamente, e quasi candidamente, accelerato sfide epocali. Se la risposta delle società europee sarà coerente con le premesse con cui le istituzioni hanno intuito la via d’uscita dalla crisi, ci sarà ancora un futuro per l’Unione.

I temi sollevati, tra cui la risposta alla crisi economica, vengono affrontati al Consiglio europeo di venerdì 19 giugno

 

#ParoleBuone. Pillole di resilienza per superare la crisi

Una catena umana interconnessa, per far circolare gli anticorpi verbali nella massa delle parole di rassegnazione e risentimento ai tempi del coronavirus. «I primi beneficiari della scrittura e della traduzione dei testi in linguaggi accessibili siamo stati noi – spiega a SegnoWeb lo psichiatra Sergio Astori –, allo stesso modo degli amanuensi che, copiando, riempivano il loro cuore di preghiera».

Per un'economia a servizio dell'uomo

«La politica è adesso più che mai concentrata a reperire moneta destinata a sostituire il lavoro, l’azione, le normali operazioni di cui, in questa singolare situazione, siamo rimasti orfani per forza maggiore. Ma in realtà, mai come in questo momento avremmo avuto bisogno di una politica capace di mettere al centro l’uomo e di ridurre il denaro a una variabile secondaria». 

L’economista Pierangelo Dacrema, spiega a SegnoWeb perché è molto critico verso il denaro e il suo strapotere