SALDI ESTIVI / Solo le relazioni restano

SEGNOWEBESTATE2019 / domenica 25 agosto / SALDI ESTIVI

 

SOLO LE RELAZIONI RESTANO

 

Oggi sembra tutto imperdibile, irrinunciabile, da cogliere al volo: la maggior parte delle offerte che arrivano sui nostri schermi, ci vengono proposte al telefono o ci guardano dai manifesti pubblicitari, hanno una data di scadenza, sono a tempo, bisogna sbrigarsi altrimenti fuggono, come la giovinezza.

Mai come ora l’invito di Lorenzo il Magnifico ad essere lieti è attuale, perché è proprio vero che «di doman non c’è certezza». Un’esortazione preziosa questa a vivere il presente, che in fondo è l’unico tempo reale a nostra disposizione e dove ci viene chiesto di agire, ma davvero per essere felici abbiamo bisogno della fibra ultraveloce, dell’ultimo modello di cellulare, di essere costantemente sul pezzo, di dire sempre la nostra, di collezionare like e follower, di risultare in ogni momento all’altezza?

Se la vita fosse in saldo e avessi un budget ridotto, su cosa ti concentreresti? Quali sono le offerte imperdibili a cui per nulla al mondo vorresti rinunciare? Quali le cose da mettere assolutamente in valigia anche se ti viene concesso solo un minimo bagaglio a mano?

Io ci metterei la rubrica telefonica (ne esistono ancora in circolazione? ne avete vista qualcuna in saldo?) dove ci sono i numeri salvavita anche quando non c’è campo o la batteria è scarica e hai dimenticato il booster. Salvavitanon perché ti consentono di chiamare qualcuno se sei in difficoltà, ma perché non c’è vita senza relazione, non c’è vita vera senza gli altri: la nostra vita, come ci ricorda Enzo Bianchi, trova senso solo nell’esperienza dell’amare e dell’essere amati; l’amore, la relazione, è l’unica cosa capace di resistere alla morte, che tutto divora, vincendo anche la vita. Tutto passa, le relazioni restano.

E poi troverei ad ogni costo lo spazio per infilare una penna e un quadernetto. E non perché sono una giornalista e ho sempre bisogno di appuntare dati, impressioni. E non perché sono una donna e ho sempre bisogno di fare liste con le cose da fare, da acquistare, con le scadenze da rispettare. Ma perché sono una persona e ho bisogno di dare forma al mondo trovando le parole giuste: perché la parola, come dice José Tolentino Mendonca, è la più grande invenzione umana, le parole sono il nostro incantesimo per vincere la solitudine, per vincere la paura della morte e dell’aldilà, per farci compagnia. E perché, come scrive Valeria Parrella in Almarina, dove finiscono le parole arrivano i coltelli. E basta farsi un giro sui social o guardare un talk show per convincersi che è vero.

Infine cercherei di procurarmi una corda da montagna. E lo farei anche se abitassi in pianura, la destinazione del mio viaggio fosse il mare e il massimo dell’altitudine sperimentata fosse quella raggiunta dalla scala mobile di un centro commerciale. Perché abbiamo bisogno di fare rete, di creare legami, di promuovere la coesione sociale, di procedere in cordata, di esercitarci a tenere il passo di tutti. Perché nessuno si salva da solo e, come non si stanca di ripetere don Ciotti, è solo il “noi” che vince. Anche se vanno di moda le passerelle individuali, la competizione è diventata un valore e la collaborazione una perdita di tempo buonista. Ma i grandi cambiamenti non nascono da imprese solitarie, sono sempre il frutto di un lavoro di squadra; la resistenza è un’azione collettiva, è una trama di relazioni tessute con il filo infinito, direbbe Paolo Rumiz. Come fecero i monaci che rifondarono l’Europa dopo le invasioni barbariche. Come fecero i padri fondatori dell’Unione e i padri e le madri costituenti dopo la Seconda Guerra mondiale. Perché dividersi è follia.

 

*giornalista, dal 2000 al 2010 ha diretto il settimanale Vita Nuova, prima donna laica a guidare un periodico religioso in Italia. E' stata vicesindaca di Trieste dal 2011 al 2016 

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