Gianni Di Santo

Pianeta terra. Riprendiamoci il futuro

Al recente vertice Onu di settembre sul clima 66 paesi hanno promesso zero emissioni entro il 2050. Sarà vero? 

Segno nel mondo ne discute con Luca Mercalli, tra i volti più noti della climatologia in Italia. Intanto, spiega, iniziamo da noi stessi: la casa, i trasporti, il cibo e gli oggetti, piccole azioni quotidiane per fermare il riscaldamento globale e proteggere l’ambiente intorno a noi. Temi, questi, che hanno a che fare con la salvaguardia del Creato, sulla quale insiste papa Francesco, e che sono stati dibattuti al Sinodo sull’Amazzonia

Il cammino spirituale di un testimone del Vangelo

È difficile commentare le memorie di vita e di incontro con il Signore, se queste è a scriverle un gigante della fede come Gian Carlo Sibilia. Il fondatore dei Piccoli fratelli di Jesus Caritas, che della “piccolezza” e della povertà in mezzo agli uomini ne ha fatto il carisma principale di questa comunità religiosa che ha la casa madre nella bellissima e antica abbazia di Sassovivo in Foligno, non gradirebbe di essere accomunato a “un gigante della fede”.

Servono "buoni" politici per il bene comune

Le alleanze, con la comunità civile e tra le realtà economico-sociali. La cura delle buone relazioni, in un tempo di forti contrasti sia nella quotidianità privata che nella vita pubblica. La comunità, cristiana e politica, come simbolo di un abbraccio laico virtuoso che tenga insieme le istanze di chi non ce la fa a “camminare” insieme agli altri e di chi, invece, si sente di “correre”, di crescere, di scommettere sul futuro-Italia.

Attesa di Pesakh, per un'Europa che non ha paura del futuro

La guglia di Notre Dame che prende fuoco in questi giorni di attesa di Pesakh, e le preghiere intonate a Maria lungo le strade di Parigi dalla gente arrivata in massa, sono l’ultimo avamposto della buona battaglia per un’Europa condivisa da tutti. Come i volti di Greta, e Antonio, che abbiamo raccontato in questo giorni di tempi confusi e frammentati anche attraverso le pagine di SegnoWeb, e gli altri volti della buona speranza che non hanno paura di un’Europa culla della civiltà e della solidarietà.

Silvia, Antonio e Greta: i volti della buona notizia

I volti che oseremo guardare in questo duemiladiciannove che sta per iniziare sono i sorrisi di Silvia e Antonio, la volontaria rapita in terra d’Africa e il giornalista ucciso a Strasburgo dalla violenza terroristica. E il candore di Greta, la quindicenne con sindrome di Asperger che ogni venerdì salta la scuola per manifestare davanti al parlamento svedese contro il cambiamento climatico. Volti belli, sorridenti, giovani, appassionati della vita e di una libertà che odora di ponti verso il prossimo, l’oltre da noi.

Un grazie a Silvia e le altre

Io non mi chiamo Silvia. E non so perché abbia scelto di fare volontariato lontano dal nostro paese. Perché un giorno qualsiasi un ragazzo o una ragazza decidano, all’improvviso, di partire per rotte insicure alla ricerca del volto dell’altro. Forse dovremmo avere anche il coraggio di non giudicarli con troppa fretta questi angeli custodi di terra “altra”.

Letture e sconfinamenti. Alla ricerca dell'Altro

«Il confine non ha, specialmente negli ultimi tempi, una buona fama. Naturalmente tutto dipende da come si vive un confine: se lo si vive come ponte per incontrare l’altro oppure come muro per respingerlo». Le parole di Claudio Magris dipingono bene la crisi dei “confini, etici, politici, culturali e antropologici che oggi stiamo vivendo.