Prigionieri della speranza

Il periodo storico attuale, tra emergenza e provvisorietà, chiede di osare, cioè di ravvivare la consapevolezza di essere “prigionieri” della speranza, non suoi “carcerieri”. La portata del cambiamento in atto, già irreversibile prima della pandemia, sollecita a ridare vita al fuoco di questo desiderio, «rimuovendo la cenere dell’ansia non solo con il “mantice” dell’ottimismo, ma anche con il “soffio” dello Spirito». Con l’ottimismo che conta sulla fedeltà di Dio

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