Nella rivista

Il desiderio fa camminare in avanti

È la forza del desiderio, dello sperare umano, che attiva e sostiene la libertà, anche in tempi difficili: ci allena non certo a diventare forti in senso mondano, ma a essere pronti, pur nella fragilità, ad attraversare in modo umano il tempo che ci è dato di vivere.

«Perché amo la teologia della porta accanto»

Il tempo del Covid «ci regala spazi di nuovo, sogni sulla Chiesa, atteggiamenti con la terra e il creato più aperti. Il sorriso, la speranza gioiosa, l’allegria, la fraternità, e soprattutto l’immaginazione, potrebbero essere il traino per un carretto che, pur in salita, è pieno della misericordia di Dio».

Tendere l'orecchio alla coscienza

In un tempo in cui tutto sembra debole, dal pensiero alle emozioni, fare riferimento alla coscienza appare come una sfida di maturità. «Dovremmo riabituarci innanzitutto all’ascolto dell’altro, passando attraverso l’ascolto di sé e della propria coscienza. Si parla tanto di una società liquida, ma personalmente temo più una società sorda».

Ac: maturare un noi più grande

«Assumere la fraternità come stile non può essere un riconoscimento statico e fisso ma piuttosto richiede - secondo il vicepresidente nazionale di Ac per il settore Adulti - un dinamismo che ci porta ad accogliere l'altro che ci è accanto, che è differente e diverso da me, che mette in discussione i miei e i nostri spazi e le nostre convinzioni».

Costruire insieme un futuro diverso

Francesco ci ha ormai abituati al suo parlare in maniera chiara, comprensibile a chiunque. Le pagine dell'enciclica Fratelli tutti paiono quasi dedurre questa immediatezza di linguaggio direttamente dal Vangelo. Un Vangelo che non fa sconti. E la fraternità di cui parla il Papa non è quella di chi sta bene solo con i propri fratelli, o crede nello stesso Dio.