Nella rivista

Non sprecare questa crisi

«Recuperiamo la qualità della nostra dimensione comunitaria. Non facciamoci ingannare dalla visione di chiese semi-vuote a causa di questo tempo. Ricominciamo

dai due o tre che si incontrano nel nome del Signore».

Il priore generale dei Camaldolesi, Alessandro Barban, riflette sul post pandemia

«Perché amo la teologia della porta accanto»

Il tempo del Covid «ci regala spazi di nuovo, sogni sulla Chiesa, atteggiamenti con la terra e il creato più aperti. Il sorriso, la speranza gioiosa, l’allegria, la fraternità, e soprattutto l’immaginazione, potrebbero essere il traino per un carretto che, pur in salita, è pieno della misericordia di Dio».

Tendere l'orecchio alla coscienza

In un tempo in cui tutto sembra debole, dal pensiero alle emozioni, fare riferimento alla coscienza appare come una sfida di maturità. «Dovremmo riabituarci innanzitutto all’ascolto dell’altro, passando attraverso l’ascolto di sé e della propria coscienza. Si parla tanto di una società liquida, ma personalmente temo più una società sorda».