Nella rivista

Ac: maturare un noi più grande

«Assumere la fraternità come stile non può essere un riconoscimento statico e fisso ma piuttosto richiede - secondo il vicepresidente nazionale di Ac per il settore Adulti - un dinamismo che ci porta ad accogliere l'altro che ci è accanto, che è differente e diverso da me, che mette in discussione i miei e i nostri spazi e le nostre convinzioni».

Costruire insieme un futuro diverso

Francesco ci ha ormai abituati al suo parlare in maniera chiara, comprensibile a chiunque. Le pagine dell'enciclica Fratelli tutti paiono quasi dedurre questa immediatezza di linguaggio direttamente dal Vangelo. Un Vangelo che non fa sconti. E la fraternità di cui parla il Papa non è quella di chi sta bene solo con i propri fratelli, o crede nello stesso Dio.

Ci prendiamo cura del nostro cuore?

DOVREMMO CHIEDERCI TUTTI COME STA DI SALUTE LA NOSTRA COSCIENZA. PER FAVORIRE UNA SUA FORMAZIONE PERMANENTE, OCCORRE L’ACCOMPAGNAMENTO DI UN FRATELLO MAGGIORE NELLA FEDE, «UN ITINERARIO DI GUARIGIONE E DI LIBERAZIONE SENZA POSA CHE TERMINI CON IL NOSTRO ULTIMO RESPIRO, QUANDO LA FORMAZIONE SI COMPLETERÀ NELLA TRASFIGURAZIONE PERMANENTE. E SARÀ FESTA!».

Io, infermiera a Betlemme

L’Organizzazione mondiale della sanità ha indetto – quasi fosse un segnale “profetico” – il 2020 come Anno internazionale dell’infermiere e dell’ostetrica. Segno nel mondo incontra suor Lucia Corradin, cresciuta in Azione cattolica, dirigente infermieristica nell’ospedale pediatrico Caritas baby hospital di Betlemme.