Nella rivista

Nel presepe l'umanità che accoglie Gesù

Nella notte di Natale i volti del presepe formano un'orchestra che accompagna il canto degli angeli. Intorno c'è silenzio, per gustare meglio note e melodia, sotto lo sguardo misericordioso di Dio, colui che dirige "il coro".

Il mondo del presepe racconta un'umanità semplice che sa accogliere Gesù Bambino

 

Cristianesimo e città: chiamati alla difficile arte del dialogo

Il laico può essere lievito e sale nella realtà sociale e civile, oltre che nella Chiesa. Se fa bene ciò di cui si occupa, rispetta e sostiene le istituzioni, agisce con rettitudine morale, si fa prossimo e accogliente. E se parla e pensa con lo stile di Cristo… In questo modo si può ridare anima e dignità anche al servizio politico.

Per Fabio Mazzocchio, coordinatore del Centro sudi di Ac, quattro strade per essere “generativi”: discernimento, dialogo, pensiero e coraggio

Pianeta terra. Riprendiamoci il futuro

Al recente vertice Onu di settembre sul clima 66 paesi hanno promesso zero emissioni entro il 2050. Sarà vero? 

Segno nel mondo ne discute con Luca Mercalli, tra i volti più noti della climatologia in Italia. Intanto, spiega, iniziamo da noi stessi: la casa, i trasporti, il cibo e gli oggetti, piccole azioni quotidiane per fermare il riscaldamento globale e proteggere l’ambiente intorno a noi. Temi, questi, che hanno a che fare con la salvaguardia del Creato, sulla quale insiste papa Francesco, e che sono stati dibattuti al Sinodo sull’Amazzonia

Dar voce alla preghiera

«Da sempre l'umanità ha fatto i conti con le parole da pronunciare al cospetto di Dio. Lungo tutto il corso della nostra vita abbiamo cercato le espressioni migliori per la preghiera. Abbiamo sempre cercato di ricordarle nei momenti più veri e profondi della nostra esistenza».

Prosegue il percorso biblico e spirituale sulla preghiera guidati dall'assistente nazionale per il settore Giovani di Ac, don Tony Drazza.

Siria, fame di pace ed eucarestia

 

SEGNO NEL MONDO INCONTRA PADRE JIHAD YOUSSEF E SUOR DEEMA FAYYAD, ENTRAMBI MONACI SIRIANI DELLA COMUNITÀ DI DEIR MAR MUSA. 

GUERRA E RICOSTRUZIONE, PADRE PAOLO DALL’OGLIO E DIALOGO ISLAMO-CRISTIANO, VISITA DEL PAPA AD ABU-DHABI E VITA DA PROFUGHI. 

I DUE RELIGIOSI IN QUESTE SETTIMANE SI SONO AVVICENDATI TRA LA SEDE ITALIANA DELLA COMUNITÀ, NEL MONASTERO DI SAN SALVATORE A CORI 

(LATINA), E LA SEDE MADRE, NEL SUD DELLA SIRIA, A POCA DISTANZA DA DAMASCO

Una via nuova per abitare la storia

Si può vivere nella città come Giona, con il cuore risentito. Oppure ci si può accorgere del modo con il quale Dio abita la città, lasciare che nel nostro cuore prevalga la compassione, favorendo processi di pace, legami vitali, dinamiche di prossimità.

Nell'Evangelium Gaudium papa Bergoglio delinea la sfida urbana posta oggi all'evangelizzazione.

Prosegue il percorso di spiritualità laicale attraverso i luoghi biblici

 

 

Un punto di partenza per fare un salto in avanti

Quanto valore c'è nelle 4 milioni di ore donate all'anno dai 37.700 responsabili associativi o nelle 7 milioni di ore messe a disposizione ogni 365 giorni dai 50mila educatori? E quanto incidono i 7mila sacerdoti asssistenti e le migliaia e migliaia di soci che sono impegnati nel territorio con progetti di promozione sociale e politica?

 

Bilancio di sostenibilità Ac. Ogni volto è valore

Quella che presentiamo in queste pagine è la prima edizione del bilancio di sostenibilità dell’Azione cattolica italiana. Ritengo sia significativo iniziare questo percorso proprio all’indomani dell’anno in cui abbiamo celebrato i nostri primi 150 anni e in cui ricordiamo l’adozione dello Statuto del 1969, che diede forma all’Ac del Concilio: custodire la memoria significa anzitutto cercare di essere, anche oggi, un’Azione cattolica capace di scelte coraggiose di impegno a servizio delle persone, della nostra Chiesa e del nostro Paese.

Europa indispensabile, ma serve nuovo inizio

Sulla "casa comune" incombono nuvole basse. La rinascita dei nazionalismi e la disaffezione verso l'Unione (che necessita di riforme) non devono far dimenticare gli indubbi successi conseguiti dal dopoguerra in ambito economico e politico, compresi 60 anni di pace. «Per dare un segno di speranza a coloro che credono nell'Europa - spiega a Segno nel mondo il giornalista e intellettuale francese - bisogna dire che, oggi, la nostra unità è più che un'ambizione: è qualcosa di indispensabile per la nostra sopravvivenza sulla scena internazionale»