Nella rivista

Siria, fame di pace ed eucarestia

 

SEGNO NEL MONDO INCONTRA PADRE JIHAD YOUSSEF E SUOR DEEMA FAYYAD, ENTRAMBI MONACI SIRIANI DELLA COMUNITÀ DI DEIR MAR MUSA. 

GUERRA E RICOSTRUZIONE, PADRE PAOLO DALL’OGLIO E DIALOGO ISLAMO-CRISTIANO, VISITA DEL PAPA AD ABU-DHABI E VITA DA PROFUGHI. 

I DUE RELIGIOSI IN QUESTE SETTIMANE SI SONO AVVICENDATI TRA LA SEDE ITALIANA DELLA COMUNITÀ, NEL MONASTERO DI SAN SALVATORE A CORI 

(LATINA), E LA SEDE MADRE, NEL SUD DELLA SIRIA, A POCA DISTANZA DA DAMASCO

Una via nuova per abitare la storia

Si può vivere nella città come Giona, con il cuore risentito. Oppure ci si può accorgere del modo con il quale Dio abita la città, lasciare che nel nostro cuore prevalga la compassione, favorendo processi di pace, legami vitali, dinamiche di prossimità.

Nell'Evangelium Gaudium papa Bergoglio delinea la sfida urbana posta oggi all'evangelizzazione.

Prosegue il percorso di spiritualità laicale attraverso i luoghi biblici

 

 

Un punto di partenza per fare un salto in avanti

Quanto valore c'è nelle 4 milioni di ore donate all'anno dai 37.700 responsabili associativi o nelle 7 milioni di ore messe a disposizione ogni 365 giorni dai 50mila educatori? E quanto incidono i 7mila sacerdoti asssistenti e le migliaia e migliaia di soci che sono impegnati nel territorio con progetti di promozione sociale e politica?

 

Bilancio di sostenibilità Ac. Ogni volto è valore

Quella che presentiamo in queste pagine è la prima edizione del bilancio di sostenibilità dell’Azione cattolica italiana. Ritengo sia significativo iniziare questo percorso proprio all’indomani dell’anno in cui abbiamo celebrato i nostri primi 150 anni e in cui ricordiamo l’adozione dello Statuto del 1969, che diede forma all’Ac del Concilio: custodire la memoria significa anzitutto cercare di essere, anche oggi, un’Azione cattolica capace di scelte coraggiose di impegno a servizio delle persone, della nostra Chiesa e del nostro Paese.

Europa indispensabile, ma serve nuovo inizio

Sulla "casa comune" incombono nuvole basse. La rinascita dei nazionalismi e la disaffezione verso l'Unione (che necessita di riforme) non devono far dimenticare gli indubbi successi conseguiti dal dopoguerra in ambito economico e politico, compresi 60 anni di pace. «Per dare un segno di speranza a coloro che credono nell'Europa - spiega a Segno nel mondo il giornalista e intellettuale francese - bisogna dire che, oggi, la nostra unità è più che un'ambizione: è qualcosa di indispensabile per la nostra sopravvivenza sulla scena internazionale»

Ac di popolo, lungo le strade della città

Riflessione in vista del Convegno delle presidenze diocesane (Chianciano Terme, 3-5 maggio) nel quale «ci interrogheremo sul come rispondere a quella tristezza individualista che sembra caratterizzare il nostro tempo, recuperando il valore e il significato di sentirsi popolo e prendersi cura dei problemi e delle sfide dei nostri territori e delle nostre comunità»

 

 

Un mondo in fermento

«In quest'epoca disinteressata all'altro dobbiamo reagire secondo una logica del "farsi carico", generando il dialogo tra persone, popoli e stati. Per superare la categoria del nemico, che è poi la realtà della guerra». Per il Rettore della Pontificia Università Lateranense occorre, secondo il magistero di papa Francesco, recuperare i valori tradizionali dell'umanità: la dignità, la libertà, l'uguaglianza e soprattutto i doveri

Guerra e pace. Salviamo il futuro

A distanza di cento anni dal dramma della grande guerra, sono ben 34 gli scontri oggi in corso nel mondo. Dobbiamo aprire gli occhi sui conflitti in atto, spesso dimenticati. Si tratta di una vera e propria terza guerra mondiale, diffusa "a pezzi" sul globo terrestre. Coinvolgerci nella pace resta qualcosa di più di un sogno realizzato. E' una costruzione che non possiamo permetterci di arrestare.

Michele D'Avino, direttore dell'Istituto di Diritto internazionale "Giuseppe Toniolo" si chiede in quale mondo vogliamo vivere, partendo dal magistero della Chiesa